La libertà di religione: un diritto fondamentale dell’Uomo


   A
nche se non menzionata dall’articolo 18 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani pubblicata dalle Nazioni Unite, la libertà di religione è uno dei diritti fondamentali dell’Uomo che non può essere dissociato dal diritto alla vita. È il rispetto per la vita.

In una società civile ed intellettualmente sviluppata, la morale, l’etica ed anche solo il buon senso dovrebbero indurre gli uomini e le nazioni ad accettare le differenze ed a rispettare le convinzioni altrui.

Purtroppo esistono forze oscure, create da antiche paure ormai ingiustificate o dalla folle convinzione che la propria sia l’unica fede accettabile, che in questi anni si sono dedicate a provocare un’escalation delle aggressioni (verbali, legali, e perfino fisiche) contro scuole di pensiero la cui unica “colpa” è di pensarla diversamente o di essere una minoranza.

Il Vangelo ammonisce che “disgrazia attende colui che arreca oltraggio”. L’oltraggio non è arrecato dall’esistenza di gruppi che hanno credenze diverse rispetto ad altri, o dall’esistenza di minoranze che lottano per una loro identità. L’oltraggio è arrecato dal fomentare un’intolleranza, aperta o nascosta, mirata a sopprimere la libera espressione della spiritualità o a ridurre la libertà di fede ad una ambito rigorosamente definito e circoscritto.

In un contesto siffatto, l’esistenza di strumenti giudiziari internazionali assume un’importanza enorme. Costituiscono anzitutto dei punti di riferimento morali, ma anche e soprattutto strumenti di autodifesa a disposizione di ogni scuola di pensiero che sia oggetto di qualche forma d’intolleranza.

Inoltre occorre ricordare che, nel diritto internazionale, ogni strumento legale adottato a livello internazionale è assolutamente prioritario rispetto agli strumenti nazionali, che si tratti di una legge, di una normativa, o di una sentenza.

È ora che gli stati smettano di firmare accordi internazionali con una mano per poi contravvenirvi con l’altra nella più totale illegalità e immoralità.

È ora che il cittadino sappia che può difendere i propri diritti appellandosi alle convenzioni internazionali, europee o meno.

Gli editori del presente opuscolo hanno svolto un servizio utile. La loro pubblicazione costituisce un manuale pratico che verrà molto utile alle persone di ogni tradizione, fede, credo e religione. Gli appartenenti ai movimenti religiosi cosiddetti minoritari vi troveranno dati su cui basare la propria difesa. Chi appartiene ad altri rami del pensiero potrà avvalersene per cementare la propria solidarietà.

Che questo scritto sia pubblicato dai ricercatori di Scientology in associazione con organizzazioni religiose e associazioni per la tutela dei diritti umani, fa di esso un esempio di verità comune condivisa da tutte le fedi. La Chiesa di Scientology, di cui non sono membro, ha gli stessi diritti di ogni altra religione e, come ogni altra religione, le sue convinzioni sono tutelate secondo ogni definizione oggettiva di “diritti umani”.

La via all’illuminazione è ancora lunga e ardua. Ogni passo compiuto nella sua direzione, ogni conquista ha la sua importanza. È necessario pertanto essere vigili e dimostrare unità d’intenti e fratellanza, affinché ecumenismo e tolleranza non rimangano soltanto parole vuote.

Prof. Francis Dessart, • Presidente del Consiglio per i Diritti Umani e la Libertà di Religione • Delegato permanente IAEWP all’UNESCO • Membro dell’Accademia Mondiale delle Arti e delle Scienze (WAAS)




| Precedente | Glossario | Indice | Successivo |
| Questionario | Sito di Riferimento | Libreria | Prima Pagina |

Supported Sites
Scientology Groups · Reviews for “The Church of Scientology” · Scientology: The Doctrine of Clarity · Allexperts Scientology Q&A · Religious Tolerance: Scientology · Description of the Scientology Religion · Scientology (CESNUR) · Scientology · Scientology Handbook · Scientology Religion · What is Scientology?

humanrightsofficer@scientology.org

© 1999-2004 Church of Scientology International. Tutti i diritti riservati.

Informazioni sui marchi d'impresa