La posizione ufficiale del governo francese, trasmessa nel luglio 1997 alla Commissione per i Diritti Umani delle Nazioni Unite, è che lo stato non ha alcun potere di limitare la libertà di religione. Il governo francese ha fatto sapere alla Commissione che la Convenzione Europea sui Diritti dell’Uomo e l’Intesa Internazionale sui Diritti Civili e Politici (ICCPR) sono state applicate dai tribunali francesi in oltre cento casi legali e che tali strumenti internazionali dei diritti umani hanno predominanza sulla normativa locale.

In Francia la crescente intolleranza religiosa ha portato ad intrusioni da parte dello stato, che ha messo in atto misure che confutano tali dichiarazioni di neutralità. Criticando la sentenza di un tribunale che, in ottemperanza alla Convenzione Europea sui Diritti dell’Uomo ed alla costituzione francese, nel luglio 1977 aveva sancito che una certa minoranza religiosa fosse una religione, il Ministro degli Interni francese rivendicava di essere il solo ad avere l’autorità di riconoscere un’associazione religiosa. Poco dopo, le autorità francesi rifiutavano di iscrivere a registro una delle missioni di tale religione. Le dichiarazioni di quel ministro e quell’iscrizione a registro negata contraddicono la posizione ufficialmente espressa dal governo francese alla Commissione per i Diritti Umani dell’ONU.

La legge del 1905 che ha sancito la separazione tra chiesa e stato vieta allo stato di imporre tasse ad una chiesa o sovvenzionare una religione. Lo stato, tuttavia, sovvenziona scuole private, incluse quelle confessionali, ed il demanio statale o locale è proprietario e provvede alla manutenzione degli edifici religiosi edificati prima della legge del 1905 sulla separazione. Secondo un articolo apparso nel maggio 1966 sul quotidiano Le Monde, le sovvenzioni fornite indirettamente dallo stato ad organizzazioni cattoliche raggiungono i 40 miliardi di franchi.

L’articolo 2 della costituzione francese recita:

“La Francia è una Repubblica indivisibile, laica, democratica e sociale. Essa deve assicurare l’uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge, senza distinzioni di origine, razza, o religione. Essa rispetterà ogni fede.”

La Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo è allegata come appendice alla costituzione, ed esprime più ampiamente quale sia la politica ufficiale della Francia nei confronti della libertà di religione. L’articolo X stabilisce quanto segue:

“Nessuno potrà essere oggetto di disturbo a motivo delle sue opinioni, anche religiose, a condizione che la loro manifestazione non danneggi l’ordine pubblico sancito per legge.”

La Commissione Consultiva Nazionale per i Diritti dell’Uomo, ente indipendente situato nell’ufficio del Primo Ministro, è composto sia di funzionari del governo che di membri che non lo sono. La Commissione effettua opera di monitoraggio delle lagnanze e di consulenza al governo nell’ambito delle direttive e della normativa.


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